Oggi gioco a fare il Lucarelli della situazione (ovviamente quello di Mai dire) e apro il post con un incipit solenne: se questo blog fosse un gioco in scatola, sarebbe indubbiamente Misantropia.

Avete presente quel passivo peregrinare digitale sul far della sera, quando concentrazione e voglia di lavorare sono disperse già da qualche ora e siete alla disperata ricerca di qualcosa tra il feed di Facebook e quello di 9GAG che ridesti il vostro interesse – e che non sia il solito video coi gattini che fanno l’hula hoop?
Ecco, qualche giorno fa il mio “qualcosa” l’ho trovato in questa campagna su Indiegogo. Ed è stato amore a prima lettura.
Franesco Stefanacci

In quanto antisocial la cui vita è scandita da pigrizia congenita, passività, attacchi di pseudo bulimia ma soprattutto odio indiscriminato verso l’umanità intera, non ho potuto che adorare l’idea alla base di Misantropia.
Trattasi di un gioco da tavolo (ebbene sì, li fanno ancora!) di “sopravvivenza sociale”, che riuscirà a rendere ancor più disagiate e sociofobiche le vostre serate tra amici (che ovviamente sono misantropi quanto voi).
Nel gioco vivrete la routine di un impiegato medio, con un lavoro aberrante (che la sorte deciderà per voi tra le carte Lavoro disponibili) e un certo numero di punti pazienza che perderete molto facilmente a causa di sfighe, piccole catastrofi e continui disagi che costellano la vostra quotidianità. Lo scopo? Arrivare alla fine del gioco più sani di mente dei vostri avversari!

Se ormai conoscete a memoria tutte le risposte di Trivial Pursuit, siete cintura nera di Scarabeo e avete trovato tutti i modi di arrivare alla bancarotta a Monopoli, Misantropia è la novità che stavate aspettando.
Bastano 2 euro di donazione per ricevere la versione Print&Play e provare in prima persona l’ebbrezza della nevrosi da manicomio.
E se tutto ciò non dovesse bastarvi, bonus extra: il gioco sarà illustrato da Daw, il fumettista di Gazzenda che ci ha aperto le porte della romantica spietatezza di coppia con Lov.
 

 
Dopo aver fatto la mia donazione ho voluto intercettare la mente diabolica che ha concepito l’idea, Francesco Stefanacci, per approfondire origini e dinamiche del gioco. Ecco cosa mi ha raccontato:
 
Identikit del gioco più antisocial della storia: spiega in poche parole agli scettici professionisti cos’è Misantropia e perché renderà le loro serate tra amici più sociofobiche che mai.
*Avvia la routine di introduzione al gioco che ripete a ogni dimostrazione pubblica* 😀
Misantropia è un simulatore di vita media moderna in cui ogni giocatore interpreta un lavoratore medio particolarmente sfigato.
Un turno di gioco è una giornata di lavoro; ci si sveglia la mattina con dieci “punti pazienza” e mano mano che ci succedono le cose più sfortunate e assurde, se ne perdono un po’.
Quando si finiscono i punti pazienza, aumenta il nostro odio per l’umanità e si guadagna un “segnalino misantropia”. Ogni due di questi segnalini, si sviluppa una nuova fobia.
Proprio le fobie sono il cuore del gioco, perché devono essere intepretate: se tu sviluppi la paura della carta, devi giocare senza toccare le carte; se sviluppi la paura delle barbe, non puoi nemmeno incrociare lo sguardo con i giocatori barbuti… E di queste fobie ce ne sono CENTO (nota di colore: sono tutte realmente esistenti), quindi alla fine della partita ci si può ritrovare in ginocchio, insieme a gente che gioca senza guardare, che non può parlare, che trema, che strilla ogni volta che passa un’ombra sul tavolo, eccetera. Questo risponde alla seconda parte della domanda?
Misantropia demo
Qual è stata la genesi di Misantropia? Da dove è nata l’idea del gioco?
Buona parte del gioco è autobiografica, quindi per risponderti ti riporto direttamente il testo della carta che ha dato il via a tutto:
“Clienti molesti.
Un distinto signore sulla sessantina ti tiene occupato per una mezz’ora buona continuando a fare le stesse domande usando le stesse parole e lo stesso tono di voce. Provi a rispondergli in modi e lingue diverse, ma non sembra recepire. Ti saluta senza ringraziare, e il tuo ego ne risente.
-5 Pazienza”

All’epoca, ormai quasi sei anni fa, facevo il centralinista per una ditta di trasporti, e dovevo ovviamente rispondere anche ai reclami. Durante quella chiamata infinita sentii proprio la pazienza scendere e l’odio verso l’umanità salire, e pensai: “meccanica interessante, starebbe bene in un gioco di società!”
Cominciai a scriverlo e lo finii piuttosto velocemente, ma poi lo abbandonai. Ci ho rimesso le mani circa tre anni fa, ho iniziato a testarlo con gli amici, e sono stati proprio loro a convincermi a gettarmi in questa stron… in questa avventura.
 
Chi si nasconde dietro quest’idea sadica? Sei un misantropo di professione o vivi in incognito sotto le spoglie di un impiegato dai mille punti pazienza?
Sono un nerd misantropo disadattato. Faccio un sacco di cose, tra cui lo scrittore/sceneggiatore, ma la società insiste nel farmi notare che sono tutte sbagliate. Ho sempre avuto pochissimi punti pazienza; crescendo ho però imparato a giocare meglio la mia partita e ho sviluppato qualche tratto psicologico utile. C’è chi è più sfortunato!
 
Indiegogo for dummies: per chi non ha idea di cosa sia il crowdfunding e di come donarti i suoi soldi, spiegaci in due righe come contribuire al tuo progetto (così nessuno potrà aggrapparsi alla scusa del “eh ma io non capisco non sono pratico non so usare un mouse”!)
Arrivi sulla pagina della campagna, clicchi sulla ricompensa che ti piace di più (colonna a destra), inserisci la mail e il resto dei tuoi dati, e poi la carta di credito tramite paypal. Non serve registrarsi né su indiegogo né su paypal, è davvero facilissimo. Comunque c’è anche il mio amico Giangi che spiega la procedura passo passo:

Un saluto ai lettori di questo bel blog e un ringraziamento misantropo per te!
 

PAGINA FACEBOOK DEL GIOCO
CAMPAGNA CROWDFUNDING SU INDIEGOGO

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