Non avrei mai pensato di poterlo dire, scrivere o anche solo pensare: il web marketing è una figata.

Non trovo termini aulici o epiteti ricercati che possano eguagliare la naturalezza di quest’espressione, che è esplosa come un petardo impazzito nella mia testa nel momento in cui ho aperto quel pacco postale e mi sono resa conto che sí, lo avevo fatto davvero, non era più solo un colpo di testa virtuale. Che. Figata. Assurda.

Da un paio di settimane sono la confusa posseditrice (giuro, ho controllato, si dice cosi) di un Oneplus One.
Se ancora non ne avete sentito parlare forse siete troppo social e troppo poco disagiati per frequentare questo blog.

Oneplus One

Trattasi di uno smartphone, o per essere più solenni LO smartphone, che all’alba dell’aprile di quest’anno è stato presentato al pubblico con il perentorio slogan 2014 Flagship Killer (a onor di modestia). Prodotto da una start up di Pechino – ché si sa, lì sfornano tecnologia come toast a colazione – costa 299 euro e ne vale almeno il doppio: processore Snapdragon 801, display 1080p 5.5″ (sì, è un gigante, un’astronave), 3 GB di RAM e batteria iper-calibrata, per citare solo alcune delle feature principali.

Oneplus One

Inutile dire che l’hype generato da un simile annuncio non ha tardato ad farsi sentire.

Avendolo tra le mani (letteralmente, perché è impossibile usarlo con una mano sola) posso effettivamente confermare che è un prodotto impareggiabile in termini di rapporto qualità-prezzo: alla metà del costo di un qualsiasi smartphone decente ti ritrovi tra le mani un S5 di tutto rispetto, con in più una batteria resistentissima (che spero perpetuerà questa caratteristica nel tempo) e una gamma pressoché illimitata di personalizzazioni in perfetto stile Android.

Plot twist: il telefono non è ancora stato rilasciato ufficialmente sul mercato, il che fa di me un’early adopter e amplia la nutrita lista di definizioni nerd che sto inconsapevolmente collezionando.
Come è finito tra le mie grinfie?
È qui che entra in gioco il meccanismo di marketing più bieco e subdolo che il web abbia conosciuto.

L’invito maledetto

Che ci crediate o no, fino a due mesi fa non mi passava neanche per la testa di abbandonare il mio reperto storico, un Samsung SGH che stava per entrare di diritto nelle cerchia dei cellulari più longevi di sempre: telefonava, inviava SMS, era a misura di tasca, non poteva avere Whatsapp, la sua batteria durava 4 giorni abbondanti. Praticamente il compagno perfetto di ogni antisocial content.

Poi un giorno, complice un fidanzato nerd e un’insana tendenza ad indagare l’ignoto, ho scoperto Oneplus One. Ho visitato il sito. Ho letto le caratteristiche. Ho cliccato “How to buy”, più per inerzia che per reale necessità. E ho trovato il seme del Male.

This product requires an invite to buy

Un invito. Per comprare il dannatissimo telefono ci voleva un invito.

oneplus meme

Esattamente. A meno di non essere in possesso di un codice, il Oneplus One non era neppure prenotabile. E il fantomatico invito, all’epoca dei fatti, veniva erogato in due sole modalità:

  • Riceverlo da qualcuno che aveva già acquistato il telefono e al quale erano stati consegnati 10 inviti omaggio da erogare
  • Vincere uno dei contest diabolici organizzati da Oneplus

La ragione di una tale scelta, a detta dell’azienda, era l’incapacità di far fronte a un grosso quantitativo di ordini. A mio parere, invece, è stata fin dall’inizio una strategia di marketing per social nerd ideata da Satana in persona.

In un mondo in cui basta un click per ottenere qualsiasi cosa si desideri, il fatto di non poter avere un prodotto qui e ora genera una reazione molto simile alla psicologia inversa che tanto fa presa sui bambini: non puoi avere quel giocattolo. Costa troppo. Ne hai già tanti. E il bambino, a quel punto, lo desidera più di ogni altra cosa al mondo.

È superfluo aggiungere che siamo tutti bambini un po’ troppo cresciuti. E dalla sempriterna fase “non ho bisogno di uno smartphone” sono saltata a pie’ pari verso l’infernale tormentone del “DEVO avere quell’invito”, perché per il nostro subconscio corrotto è inammissibile che qualcosa non sia comprabile con il solo denaro. Il telefono stesso, a quel punto, passava quasi in secondo piano.

Primo girone: il forum

Il primo passo verso la perdizione è stato iscrivermi al forum del sito. Lì mi si è dispiegato davanti un universo fatto di thread chilometrici in cui il fortunello di turno annunciava di avere un invito da regalare e altri millemila utenti – nel giro di neanche cinque minuti – si votavano alla pratica della supplica, della storia strappalacrime (“mia sorella malata soffre di selfie compulsive, ha bisogno un telefono nuovo”), del sesso in cambio di inviti, della digressione tecnologico-filosofica sull’importanza di questo telefono, del semplice “PICK ME PLEASE!!!!”.
Nell’ordine, questa è la top 3 di atti osceni digitali ai quali ho assistito in quella valle di lacrime:

  • “I want to play a game…”: un utente ha aperto un thread contenente un link con il codice per reclamare un invito. E ha sostituito a una delle 11 lettere una X. Mai nella vita ci abbiamo messo così poco a ripassare l’alfabeto (epilogo: io ero partita dalla “i” e la lettera giusta era una “h”. Tipico.)
  • “I’m a single lady”: un tizio ha creato un profilo fake in cui si fingeva una donna, con tanto di foto da attrice di Hollywood. Essendo il forum popolato da quarantenni vergini ancora affetti dall’acne, ha ricevuto in pochi giorni qualche decina di proposte sessuali in cambio di un invito.
  • “Are you not entertained?”: un annoiatissimo utente ha deciso di regalare l’invito alla persona che gli avrebbe raccontato la barzelletta più divertente. Abbiamo tutti scoperto di essere comici quanto un tagliaerba il sabato mattina.

Secondo girone: i contest

Demotivata dall’impossibilità di corrompere un utente sul forum (non ho abbastanza tette per farlo), ho provato la strada dei contest organizzati dall’azienda, nei quali venivano distribuiti fino a 5.000 inviti.
Come al solito vincere era tutta questione di fortuna (caratteristica che in me è carente), ma non bastava un semplice click sul tasto “Partecipa” per essere estratti: da bravi marchettari incalliti, quelli di Oneplus ti chiedevano di iscriverti al loro forum (fatto…), mipiacciare la pagina Facebook, seguirli su Twitter, su Instagram, su ogni social network esistente in questa galassia, e rispondere alla discussione sul forum scrivendo perché avremmo dovuto essere scelti. Ci volevano due ore per completare la sola procedura d’iscrizione.

Il culmine della malvagità sono riusciti a raggiunto circa un mese fa, quando hanno pensato bene di aprire un contest riservato alle sole utentesse donne. Vai, è il mio momento, ho pensato ingenuamente. Le utentesse saranno a dir tanto una cinquantina in tutto il forum. Non posso perdere.
Peccato che le regole fossero tutt’altro che femministe: posta una tua foto con il logo di Oneplus disegnato dove vuoi tu, le più votate riceveranno un invito.
Qui non c’è neanche bisogno che vi dica com’è andata a finire.

Purgatorio: la pietà dell’azienda

Proprio quando la maggioranza degli utenti – me compresa – sembrava arrendersi al proprio triste destino, un barlume di pietà si è acceso nelle anime della casa produttrice: e se iniziassimo a ricompensare i poveracci che si sono iscritti al forum? E se, a gruppi di 30.000 utenti alla volta, cominciassimo a inviare noi stessi gli inviti?
Due mesi e ottantacinquemila utenti dopo, l’agongnato invito ha fatto capolino nella mia casella e-mail.
E a quel punto ho scoperto la seconda fase del loro piano diabolico: hai avuto il tuo invito, complimenti. Ora hai soltanto ventiquattr’ore di tempo per comprare il telefono.
Cos… ventiquattro? Un giorno? Un solo giorno? Senza avere il tempo di soppesare le opzioni, di valutare se davvero voglio imbarcarmi in questa follia, di godermi il puro e semplice traguardo dell’aver ottenuto l’invito?
Non ho potuto farci nulla: sono caduta vittima del loro meccanismo.

Ora ho 300 euro in meno, un telefono in più, una consapevolezza più radicata che mai: se volete vendere qualcosa, non vendetelo. Fate in modo che le persone tirino fuori il peggio di loro per ottenerlo. E divertitevi a studiare le mille sfaccettature della sociologia web mentre guadagnate soldi a palate.

Ora? Aspetto con ansia i miei inviti. Perché l’ebbrezza di avere gente che mi supplica per poter spendere soldi non me la voglio perdere.

  • Fibrille

    Wow sono il primo a supplicarti per un invito che ancora non hai!!!

    • Già mi sento importante. Provvederò ad avvertirvi quando (se…) avrò tra le mani gli inviti (:

  • Fibrille

    Ti pregoooo

  • Fabio Vaccari

    Grande complimenti! Ecco quando ti arrivano gli inviti me ne dai uno ? Grazie mille.

    • Ti prenoto! Ma considerata la mia fortuna proverbiale, molto probabilmente riceverò gli inviti il giorno dopo il lancio sul mercato 😀

  • Tanta roba!
    Sono anche io possessore di OnePlus (unico neo è la durata della batteria, e un poco il touch).
    Articolo azzeccatissimo, OnePlus è una vera agenzia di puro marketing (*cof*cof*… Apple*cof*cof*), con l’ aggiunta del fatto che ha sfornato PER ORA un ottimo terminale.

    In teoria comunque gli inviti per chiunque ha comprato il telefono dovrebbero arrivare il primo di Settembre, cioè oggi.
    Aspettiamo… 😀

    • La batteria del mio per ora si sta comportando bene, con tanto di wi-fi perennemente acceso arriva a fine giornata al 70-75% (e io lo stacco alle 6 del mattino, quindi direi che è un ottimo traguardo :P). Sul touch capriccioso invece concordo in toto (specie sul doppio tocco per sbloccare lo schermo).
      Per quanto riguarda gli inviti mi hai dato una notizia che illumina la mia giornata, terrò sotto costante osservazione la mia casella e-mail!

  • cecco_78

    bellissimo articolo… a prova di nerd!!!… io che sono un malato di telefonia conosco e frequento amici che si rivendono gli inviti… tanto da ripagarsi il 1+1…. questo il suo nome nerd!!!… comunque mi piace cio che scrivi e te lo posto sul mio forum.. di malati… ciciarada. com 🙂

    • Onoratissima Cecco! Passerò a trovarvi sul forum, tra nerd ci si capisce 😛
      Hai alzato il sipario sul mio piano diabolico, anch’io per un attimo ho meditato di rivendere qualche invito… ma la tentazione di inventarsi giochini stupidi per mettere alla prova la fantasia umana è irresistibile 😀

  • SILVANO GRISCIOLI

    Gran bell’articolo……..complimenti !

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