Ho visto cose che voi umani…

Mai come in questi casi ripescare il tormentone di Blade Runner diventa imprescindibile.Perché se è vero che internet ci ha preparati al peggio del peggio, è altrettanto vero che il genere umano ha sempre in serbo un asso nella manica per sconvolgere equilibri millenari e minare le più radicate certezze.

Negli ultimi anni, tra santoni, maya e Adam Kadmon siamo stati costantemente addestrati a sopravvivere ad apocalissi varie ed eventuali. Messi in guardia sull’estinzione del genere umano, sull’arrivo di un meteorite, su improvvisi disastri naturali e sulla scomparsa di Facebook e Twitter, ormai non temiamo più nulla. L’ansia da fine del mondo è pane quotidiano.
Ma è quando vengono sconvolte le più basilari dinamiche sociali che sopraggiunge la vera Apocalisse, catastrofica e inarrestabile, roba da far accapponare la pelle anche al più indomito degli indagatori dell’occulto.

Da qualche anno a questa parte l’umanità si ritrova ad assistere ad un fenomeno ai limiti del paranormale: i nerd stanno diventando sempre più social.
Loro, i ninja della tastiera che agiscono nell’ombra.
Loro, gli eterni emarginati.
Loro, emblemi dell’asocialità, oggi comunicano, socializzano, interagiscono, si interfacciano col mondo esterno.
All’alba del 2014 un nuovo prototipo di essere umano è in procinto di invadere il pianeta Terra. Preparatevi ad aggiornare enciclopedie e libri di sociologia, gente: sta nascendo il social nerd.
Per comprendere a fondo le origini di questa metamorfosi kafkiana, vale la pena fare un passo indietro e ricordare con una lacrimuccia nostalgica il nerd standard, quello che con tanta tenerezza abbiamo imparato ad evitare a scuola.Metà uomo e metà codice binario, il nerd da sempre snobba con fervore i social network, on e offline: non sono roba per lui, che per antonomasia è l’antitesi della socialità.
Il nerd non posta foto su Facebook, non twitta, non instagramma, non corteggia manager su LinkedIn e non diffonde per nessuna ragione il suo vero nome sul web. Il nerd vive nell’ombra, stabilmente rannicchiato nei forum e nelle communities di settore, dove occasionalmente si confronta con altri nerd preservando il naturale equilibrio della piramide sociale. Fedele all’etica hacker, assiduo frequentatore degli online game e orgoglioso dei suoi ambiziosi progetti per l’implementazione dei software del CERN, il nerd raggiunge il suo equilibrio psicofisico solo davanti ad un computer performante.Tutto fino allo scoppio della rivoluzione social: dal boom di Big Bang Theory, la nerd sit-com per eccellenza, la cultura geek è diventata in pochissimo tempo nazionalpopolare, alla stregua di calcio, veline e telegiornali trash. Lo stile di vita dei secchioni è stato servito su un piatto d’argento al mondo, che ha imparato in men che non si dica ad amarli e venerarli.
Contro ogni aspettativa, il nerd è diventato di moda.
Gli emarginati per eccellenza si sono ritrovati sotto le luci della ribalta da un giorno all’altro, con un sex appeal decuplicato e un pubblico alla loro mercé. Il merchandising di Star Trek ha subito un’impennata, il gatto di Schrodinger è ormai una star del web e tra breve sarà in vigore la pena di morte per chi divide per zero.Fino a qualche anno fa nessuno si sarebbe sognato di approfondire la routine di un fisico, o interessarsi alla collezione di telefilm di un ingegnere, o ancora scandagliare le abitudini alimentari di un matematico. Oggi è una corsa frenetica a chi si accaparra la miglior t-shirt con citazioni geek.
Il fascino del nerd è l’equivalente moderno dell’attrazione verso il poeta maledetto dell’Ottocento: il nostro eroe è una sorta di Baudelaire del ventunesimo secolo che rifugge le convenzioni sociali e riesce ad esprimere il suo vero Io solo all’interno delle righe di codice. Ah, la poesia contemporanea.

La rivoluzione nerd è stata tale da portare addirittura alla nascita di un social network per programmatori, vera alba della trasformazione.
Perché se i vari forum per tech-addict sono sempre stati delle isole sperdute note a pochi eletti, questo è destinato a trasformarsi nel punto di riferimento di ogni smanettone del pianeta, dal dipendente di Google al quindicenne divorato dall’acne.
Stack Overflow, questo il nome del portale, è lo Yahoo Answers dei nerd: programmatori, sviluppatori e sistemisti di tutto il mondo si riuniscono in una community online ponendosi a vicenda domande incomprensibili al resto dell’umanità e rispondendo compulsivamente con cascate di codice allo scopo di ottenere punti, medaglie e reputazione, in una sorta di lotta all’ultimo sangue per accaparrarsi l’ambito titolo di secchione dominante (anche se difficilmente verrà strappato il trono a Jon Skeet, che per qualche astrusa congiunzione astrale conosce un cambiamento orario avvenuto in Cina nel 1927). Siamo ben oltre i confini del fantascientifico.

Quando i nerd intraprendono la strada dei social gli si pone una gravosa questione morale: continuare a seguire l’etica che li lega fedelmente al proprio computer o cavalcare l’onda e diventare delle star? Spesso, divorati dal dubbio, scelgono una via di mezzo. Ed ecco che nasce la loro versione social.L’anatomia di un social nerd è facilmente tracciabile:

  • ha un lavoro, ovviamente come programmatore, sviluppatore, sistemista o tecnico informatico. Per ottenere il posto ha dovuto assumere sembianze umane durante il colloquio e le preserva stabilmente per tutto l’orario d’ufficio, interfacciandosi con superiori e colleghi come una persona normalissima. In pausa pranzo la sua natura riemerge prepotentemente e si precipita su Stack Overflow, sui blog dei guru dell’informatica o su 9gag, per reintegrare la sua dose giornaliera di nerdaggine;
  • ha degli amici non nerd, che lo hanno avvicinato spinti dal fascino di Sheldon Cooper e puntualmente lo etichettano come supporto tecnico 24/7, rivolgendosi a lui per la risoluzione di qualsiasi problema di carattere informatico, dalla mancata accensione del pc al “perché Internet Explorer è lento?”. A intervalli regolari tentano di iniziarlo alle pratiche sociali comuni ai giovani, come la discoteca o il karaoke, dove lui si sforza di divertirsi mentre pensa all’ultimo aggiornamento di Fedora da scaricare;
  • comunica verbalmente in contesti di gruppo con partecipazione e fervore, utilizzando uno strano linguaggio incomprensibile ai più, che attinge vocaboli dalla programmazione, dai meme e dai telefilm anni 70. Nel 99% dei casi i suoi interlocutori annuiscono pensando a una rapida via di fuga;
  • consuma bevande diverse dal caffè, come tè, cocktail o superalcolici. Questi ultimi potrebbero fargli perdere ogni tipo di inibizione e portarlo a cantare a gran voce le canzoni di Britney Spears, di cui è segretamente innamorato da quando aveva 15 anni;
  • nei casi più estremi possiede un iPhone ed è un Apple user. Giunto a questo stadio, è ormai in bilico tra il suo mondo e quello degli odiati hipster, sconfinando nel territorio della bipolarità.

Avvicinare un social nerd è relativamente semplice, essendo le sue difese sensibilmente più basse rispetto a quelle di un nerd standard: basta professarsi assidui frequentatori di Stack Overflow e linkargli una serie di domande da 50 punti facili facili.
Conquisterete il suo eterno amore.

(Photo credit: Gabriele Marelli)

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