So di rasentare il masochismo ogni volta che mi avventuro nell’impresa di guardare il remake di una serie storica.
Se poi la serie in questione è Sailor Moon, che per me rappresenta il sacro graal di tutti gli shojo e il battesimo alla mia vita da giappomaniaca, allora i miei sensi da critico d’arte spietato si attivano in tempo zero e mi autoinvesto del potere di mettere becco su ogni più insignificante aspetto tecnico.

Ho assistito alla primissima messa in onda italiana dell’anime, ben – sigh – vent’anni fa. Avevo quattro anni, non ricordo neppure che aspetto avesse il mondo reale intorno a me, ma so per certo di non essermi mai persa un singolo episodio della saga delle guerriere Sailor.
Quando l’estate scorsa fu annunciata la messa in onda del tanto agognato remake Sailor Moon Crystal, ingenuamente pensai a una riproposizione-fotocopia in chiave contemporanea, con personaggi sproporzionati e spigolosi che non avrebbero mai e poi mai reso giustizia all’anime storico.
Per salvaguardare i miei ricordi d’infanzia senza infangarli con character design improponibili, mi rifiutai categoricamente di guardarlo.
Almeno fino a settimana scorsa, quando una malsana curiosità mi ha portata a informarmi meglio sulla questione. Nel giro di pochi minuti ho cambiato idea, un’ora dopo mi sono imbarcata in una maratona di tutti i 14 episodi finora rilasciati. E non avrei potuto prendere decisione migliore.

Crystal è assolutamente un must per tutti i fan storici della serie. In mezzo episodio la Toei è riuscita a sciogliere tutti i miei pregiudizi e regalarmi la visione di un prodotto dal sapore nostalgico, ma innovativo su tutti i fronti. Ecco perché:

Un po’ di background

Sailor senshiNel 2012, quando l’anime di Sailor Moon compì vent’anni, fu annunciata la produzione di una nuova serie animata ispirata al manga originale, che sarebbe stata trasmessa via web e sottotitolata in 10 lingue.
Dopo una serie di rinvii, finalmente il 5 luglio 2014 è stata rilasciata la prima puntata.

Il nuovo anime si differenzia totalmente dalla vecchia saga in quanto resta fedele al manga di Naoko Takeuchi in tutto e per tutto, dai disegni alla trama.
Gli episodi di Pretty Guardian Sailor Moon Crystal vengono rilasciati il primo e il terzo sabato di ogni mese in contemporanea mondiale (li trovate coi sottotitoli italiani sul sito Sailor Moon Crystal Italia). Attualmente si è appena concluso il primo ciclo della serie, con la sconfitta del Dark Kingdom e l’arrivo di Chibiusa.

Perché la serie (secondo me) è imperdibile

  1. I disegni
    Lo ammetto, all’inizio ho storto il naso. Nel nuovo anime Usagi e le sue amiche sembrano alla meglio ventenni, quando in realtà hanno tutte quattordici anni. Il lucidalabbra onnipresente su ogni personaggio femminile mi ha fatto sentire più che mai la nostalgia delle loro vecchie facce da ragazzine, ma poi ho realizzato che quel tratto pulito, i colori tenui, i visi dal mento marcato e i capelli ribelli sono incredibilmente fedeli ai disegni originali di Naoko Takeuchi.
    Se non avete mai sfogliato il manga, cercate qualche tavola degli anni 90 firmata dall’autrice e confrontatela con i disegni di Crystal. La differenza è minima, se non inesistente.
    Sailor Moon manga
    Proprio il fatto di voler riprendere il tratto originale, cosa che raramente avviene durante la trasposizione da manga a anime negli shojo, è indubbiamente un punto a favore della serie. Chi non ha mai avuto occasione di leggere il manga potrà godersi lo stile della Takeuchi, elegante e raffinato, e chi già lo ha letto avrà finalmente il piacere di vederlo prendere vita. Anche i colori sono assolutamente in linea con quelli delle tavole di vent’anni fa. Decisamente meno marcati e più caldi rispetto al primo anime, con dei suggestivi fondali ad acquerello, ricalcano alla perfezione l’atmosfera romantica che l’autrice ha sempre voluto trasmettere.
  2. L’assenza di filler e censure
    Questo singolo aspetto di per sé potrebbe giustificare l’intera visione dell’anime. La trama di vent’anni fa che tutti conosciamo sembra essere passata in un’enorme centrifuga anti-filler che l’ha depurata dalla piaga dei millemila episodi fatti con lo stampino, in cui il mostro di turno fa casino in città e – dopo venti minuti di attacchi inutili – Usagi salva la situazione con la sua tiara che sembra essere l’unica arma efficace di tutto l’arsenale.
    guerriere Sailor Crystal
    In Sailor Moon Crystal la trama è quella del manga, senza digressioni, senza filler, senza brodo allungato. La prima serie si sviluppa totalmente in 13 episodi e ci fa rendere conto di quanto imponente fosse la mole di episodi riempitivi che ci appiopparono in passato. Ogni puntata di Crystal vede progredire la trama principale e i cicli narrativi sono incentrati di volta in volta su un diverso personaggio per approfondirne la storia e il carattere.
    Last but not least, le censure Mediaset sono solo un lontano ricordo.
  3. Sailor Venus
    Premetto che io sono di parte, Venus è sempre stata indiscutibilmente la mia preferita (era arancione e aveva un gatto bianco, all’epoca per me non esisteva combo più magnetica).
    Nel manga è la leader delle guerriere Sailor, ruolo che le è stato barbaramente usurpato nell’adattamento animato del ’92, riducendola a una guerriera come tutte le altre.
    Sailor Venus Crystal
    Finalmente in Crystal si riappropria della sua funzione e fa da guida alle compagne che non hanno ancora riacquistato la memoria – è l’unica a ricordare la loro vita passata. Ed è la custode di uno spadone che manco i cavalieri dello zodiaco si sognerebbero.
    E a quanto pare ha un mezzo flirt con Kunzite, il capo dei quattro re delle tenebre, ma siccome la Takeuchi ha deciso che solo Usagi deve quagliare e avere un lieto fine, tutto sfuma nel giro di dieci minuti.
    (ma è stato abbastanza per riattivare i miei sopiti sensi da fangirl)

La Toei stavolta ha decisamente fatto centro. Crystal è un remake che tutti i fan di vecchia data dovrebbero guardare, non tanto per sentire la nostalgia della serie storica, quanto per gustarsi la storia di Sailor Moon così com’era stata concepita dall’autrice, con tanto di nomi e dialoghi originali non storpiati dall’adattamento nostrano.

E benché ci siano alcuni aspetti del vecchio anime che saranno per sempre insostituibili (come le trasformazioni, che qui sono diventate un pasticcio in 3D), il nuovo prodotto è promosso a pieni voti e merita la visione molto più di alcuni anime appena sfornati.
Poi, dico, volete mettere la soddisfazione di scoprire che la tiara di Usagi non è più onnipotente?

Il restyling delle guerriere Sailor

Sailor Moon (Usagi Tsukino)

Sailor Mercury (Ami Mizuno)

Sailor Mars (Rei Hino)

Sailor Jupiter (Makoto Kino)

Sailor Venus (Minako Aino)

  • Mi hai convinta: lo scarico!

    • Poi fammi sapere che ne pensi Alessia! Ha suscitato pareri discordanti in tutto il web, alcuni lo odiano e altri lo adorano. Per me, nel bene o nel male, è una chicca che gli appassionati della serie non possono perdersi 🙂

  • Cristina

    Articol interessante, io già sapevo della notizia del remake, ed ero felicissima della notizia. Non aspettavo altro, solo che non voglio vedere gli episodi con i sottotili perchè mi scoccia. Spero che lo trasmetteranno in Italia al più presto, sai se uscirà? Perchè se non lo trasmetteranno, mi sa che lo vedrò sottointitolato.

    • Per ora non è previsto un doppiaggio italiano Cristina, anche perché la Toei ha deliberatamente scelto di far uscire l’anime con i sottotitoli, però sono fiduciosa: con il successo impareggiabile che ha raccolto la serie in Italia, di sicuro qualcuno si ingegnerà per portarla sui nostri schermi 😉

Puoi annoiarti anche con...

Susanna in città
Bigio e le muse